{"id":18,"date":"2013-01-29T13:02:40","date_gmt":"2013-01-29T13:02:40","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ninobeghelli.com\/main\/?page_id=18"},"modified":"2015-02-20T04:20:54","modified_gmt":"2015-02-20T04:20:54","slug":"recensioni","status":"publish","type":"page","link":"http:\/\/www.ninobeghelli.com\/main\/recensioni\/","title":{"rendered":"Recensioni"},"content":{"rendered":"<h3><strong>da &#8220;In un momento sono sfiorite le rose&#8230;&#8221; di Giovanna Pascoli Piccinini &#8211; aprile 2003<\/strong><\/h3>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Ancora una serie i opere dedicate a Dino Campana, ancora le parole del &#8220;poeta maledetto&#8221; (allucinanti visioni-illuminazioni, sensazioni, frammenti acuti atti a carpire quelle &#8220;conoscenza totale&#8221; che il poeta ha inseguito invano per tutta la vita) pronti a pungolare la fantasia, l&#8217;inventiva di Nino Beghelli, ad avviluppare la sua mente, a guidare la sua mano ardita, alla maniera di un soffio caldo, vibrante continuo. Genuino temperamento d&#8217;artista, tutto istinto e insofferenza di ogni scolastica disciplina, Beghelli ha saputo dar voce poetica alle istanze naturalistiche che sorgono dai testi del poeta toscano&#8230;.<\/strong><\/p>\n<h3><strong>da &#8220;Il viaggio e il ritorno&#8221; di Giovanna Pascoli Piccinini &#8211; Dicembre 2001<\/strong><\/h3>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>&#8230;.Un arte di sensazioni e di impressioni: pu\u00f2 bastare una simile definizione a cogliere il significato pi\u00f9 vero dell&#8217;opera di Nino Beghelli credo senz&#8217;altro di no. La carica scultorea dell&#8217;artista, la vena pittorica, a prima vista possono apparire del tutto spontanee. Ma egli riesce a coordinare il flusso delle immagini e delle inquietudini&#8230;.libero da ogni convenzione accademica, Nino Beghelli respinge di proposito la &#8220;bella forma&#8221;, per raggiungere un maggiore scavo psicologico, ma non per questo le sue opere, nella loro moderna arcaicit\u00e0, perdono di significato e di valore, cariche come sono, di forte sentimento e di eguale passione, opportunamente dominati&#8230;.<\/strong><\/p>\n<h3><strong>&#8220;Gli opposti&#8221; di Giuliana Ricci Garotti &#8211; Settembre 1985<\/strong><\/h3>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>&#8230;.L&#8217;incontro e i linguaggi si rivela nel segno, a volte sconvolto della scultura, del colore che crea la nitidezza dei corpi nudi, il groviglio delle figure che propone la mediazione con il reale che \u00e8 fatto di luci e di ombre, di movimento, di natura e di uomini. E&#8217; questo il mondo che ti guarda e variamente riflette le ragioni del vivere nella ricerca di Nino Beghelli.<\/strong><br \/>\n<strong> Certo qui la contrazione \u00e8 dialettica del dolore e della gioia, gli opposti la cui ambivalenza emerge nella proposta di lavoro delle opere&#8230;.<\/strong><\/p>\n<h3><strong>Da &#8220;Le radici del futuro&#8221; di Sergio Vuscovic&#8217;Rojo (Ultimo sindaco Di Valparaisio &#8211; Cile) Novembre 1985<\/strong><\/h3>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>&#8230;.&#8221;Nella ricerca di questa identit\u00e0 nascosta lo scultore ha compiuto un viaggio meraviglioso. Ha percorso le vie oscure di questo mondo di oggi fino ad arrivare al palazzo delle ombre che \u00e8 il regime fascista di Pinochet. Qui si \u00e8 accostato alla tristezza della madre prigioniera, ha conversato con l&#8217;ombra dei &#8220;desparecidos&#8221; e ha teso la mano alle vittime della repressione e ai loro cari. Nella lunga notte di dodici anni ha saputo fugare le ombre e vedere nella decisa luce degli occhi del torturato il cammino che oggi percorrono, con ottimismo e allegria, uomini, donne e giovani che con il loro eroismo spargono i semi per il futuro di un Cile libero e democratico. L&#8217;altorilievo di Nino Beghelli spezzer\u00e0 le catene che legano il prigioniero,caler\u00e0 la benda che acceca un giovane, dar\u00e0 nuova energia alla donna che lotta. E certamente contribuisce gi\u00e0 a trasformare l&#8217;ottimismo in certezza : s\u00ec anche il Cile diventer\u00e0 una Patria libera e democratica&#8230;.&#8221;<\/strong><\/p>\n<h3><strong>da &#8220;Fogli di album e frammenti&#8221; di Luciano Bertacchini &#8211; Agosto 1986<\/strong><\/h3>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>&#8230;.&#8221;Nei fogli, lo studio delle tecniche incisorie; nel linguaggio plastico: il bassorilievo, l&#8217;altorilievo, il modellato a &#8220;tutto tondo&#8221;; nella ceramica, i modi di cottura, le superfici policrome od opache; nei pannelli, il graffito, le tonalit\u00e0 scabre e pensose, le vivaci esaltazioni degli smalti&#8230;. Figure con una fisicit\u00e0 gravida di materia, figure tragiche e tormentate nei moti, nelle attese di una possibile salvezza&#8230;.<\/strong><\/p>\n<h3><strong>da &#8220;Folha&#8221; di N.Freitas &#8211; Lisbona (Portogallo) &#8211; Aprile 1987<\/strong><\/h3>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>&#8230;.Beghelli presenta monotipi, incisioni con una grande forza di chiaro-scuro tipica di uno scultore. Si nota che \u00e8 artista irrequito poich\u00e8 i suoi segni e le sue &#8220;gravures&#8221; sono vibranti, immediate, come flash. E&#8217; reale, drammatico e romantico. Assurge al ruolo di vero artista, ne fa previlegio di casta e lo racconta da vero istrione&#8230;.<\/strong><\/p>\n<h3><strong>Da &#8220;Encontros&#8221; Tsukuba (Giappone) di Jos Luyten &#8211; Gennaio 1987<\/strong><\/h3>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>&#8230;.Nino Beghelli rappresenta la sofisticazione dell&#8217;eterna ricerca di nuove realizzazioni. Nonostante l&#8217;apparente non preoccupazione per le forme e le figure, traspare l&#8217;eredit\u00e0 culturale del suo Paese, dove sempre si \u00e8 cercato di raggiungere il massimo dell&#8217;espressione. Beghelli lascia dietro s\u00e9 ci\u00f2 che che ha gi\u00e0 ottenuto e parte alla ricerca di esperienze ancora non provate. Il suo coraggio \u00e8 quello di deformare per poi sperimentare nuove possibilit\u00e0 di comunicazione artistica. Le sue grafiche, le sue sculture mostrano un intellettualismo che si rivela nella raffigurazione di nuovi valori estetici. E&#8217; lo spirito irrequieto di un neo rinascimentale del XX secolo, dove l&#8217;eterna lotta rappresenta la meta di un artista che ha trovato la sua collocazione&#8230;.<\/strong><\/p>\n<h3><strong>da &#8220;Il pi\u00f9 lungo giorno&#8221; di Eugenio Riccomini &#8211; Novembre 2000<\/strong><\/h3>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>&#8230;.Cos\u00ec spesso le sue ceramiche hanno forma e profilo che paiono addirittura casuali, come se in bambino le avesse iniziate e poi lasciate a mezzo; ma sono anche sapientemente invase di colori al tempo stesso aggressivi e accortamente accordati, in modi che ricordano l&#8217;improvvisa felicit\u00e0 della stagione informale, che Beghelli ha attraversato senza prenderne parte, ma con gli occhi ben aperti. Ed \u00e8 quindi giusto, in fondo quel richiamo all&#8217;originario titolo dei &#8220;Canti orfici&#8221; di Campana: perch\u00e9 anche qui, come in quei versi, l&#8217;istintivo rifiuto delle convenzioni e del consenso apre spazi inattesi, e spiragli, da cui affiorano con maggior forza frammenti di luce, bagliori di colore, e la gioia di fare cose senza programma, in libert\u00e0&#8230;.<\/strong><\/p>\n<h3><strong>da &#8220;Il pi\u00f9 lungo giorno&#8221; di Giorgio Celli &#8211; Novembre 2000<\/strong><\/h3>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>&#8230;.&#8221;Ma Beghelli come ho gi\u00e0 detto con altre parole, \u00e8 una sorta di cavaliere errante dell&#8217;arte: la sua formula \u00e8 di non avere formule, ma di mettersi al servizio di tutte le tecniche e di tutti i materiali, dall&#8217;incisione al dipinto, dalla ceramica al vetro, dal bronzo alla pietra, per porci mano di persona, alchimista delle forme e dei colori, e non \u00e8 di sicuro casuale che una delle sue opere porti come titolo l&#8217;aforisma di Galileo &#8220;provando e riprovando&#8221;&#8230;.<\/strong><\/p>\n<h3><strong>da &#8220;Nino Beghelli e Dino Campana&#8221; di Livietta Galeotti Pedulli- Marzo 2003<\/strong><\/h3>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>&#8230;.Da questa lucida adesione alla sostanza psicologica del &#8220;personaggio&#8221; Campana, Beghelli attinge a un livello di conoscenza pi\u00f9 intimo e profondo dell&#8217;opera letteraria: ed \u00e8 ci\u00f2 che gli permette di illustrare alcuni momenti con sorprendente semplicit\u00e0 di sintesi. &#8230;.Se poi vogliamo scavare pi\u00f9 a fondo, e cio\u00e8 occuparci di questini di stile, ancora troveremo punti di contatto tra il poeta e lo scultore nella forma stessa della loro diversa arte.<\/strong><br \/>\n<strong> Per Campana, i pilastri sono Dante, i geni del Rinascimento, Leonardo, e Michelangelo, i poeti dell&#8217;Ottocento, per Beghelli, l&#8217;arte figurativa emiliana-bolognese dal Medioevo al Cinquecento. Sopratutto nelle opere di scultura, viene immediato il richiamo a quel linguaggio estroso, impulsivo, schietto, naturalistico, dinamico, antiaccademico che la caratterizza&#8230;.&#8221;<\/strong><br \/>\n<strong> Maestro tedesco Ludwig van Beethowen. La sua figura compatta saliva quelle scale strette, illuminate da un gioco di luci e raggi solari, procedendo e accentuando movimenti simili ad una forza quasi surreale.<\/strong><br \/>\n<strong> &#8230;.Quel capo beethoweniano, stretto al suo petto, emanava un respiro. Capii che quell&#8217;opera era figlia dell&#8217;Arte pura, quell&#8217;Arte universale donata solo ai grandi artisti&#8230;.E&#8217; l&#8217;antico sogno dell&#8217;Uomo che crea per sottolineare la vita, un gioco di specchi che riflettono altri specchi. Riempire il mondo dei &#8220;respiri degli artisti&#8221;, che siano canzoni, musica, pitture, scritti, e meravigliosi frutti della natura, essi ripropongono una pratica nobile per contrastare la parte peggiore dell&#8217;animo umano: l&#8217;egoismo, la scelleratezza della guerra, la fame procurata.<\/strong><\/p>\n<h3><strong>da La battaglia partigiana di Casteldebole di Athos Baccilieri -Quotidiano &#8220;Il Domani&#8221; 27 0tt0bre 2007.<\/strong><\/h3>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>&#8230;Nino Beghelli \u00e8 riuscito ad interpretare con la sua arte la tragicit\u00e0 degli eventi senza mai cadere nella retorica a scolpire, a rappresentare&#8221;, a &#8220;trasportare&#8221;, i momenti pi\u00f9 cruenti e significativi della battaglia e dell&#8217;eccidio in un bassorilievo: una mirabile sintesi scultorea di quei drammatici giorni collocata in permanenza nella prestigiosa Sala delle colonne del Comune di Bologna, Quartiere Borgo Panigale un luogo di notevole visibilit\u00e0, poich\u00e9 il bassorilievo, oltre ad essere un&#8217;opera d&#8217;arte importante , rappresenta di per s\u00e9 una testimonianza, un monito. La scultura e l&#8217;arte di Nino Beghelli \u00e8 stata la protagonista del ricordo,della memoria dell&#8217;eroica battaglia partigiana e dell&#8217;efferato eccidio di Casteldebole che cost\u00f2 la vita a 20 giovani partigiani e a 15 civili inermi, impiccati e fucilati dalle SS naziste al comando di Walher Reder lo stesso dell&#8217;eccidio di Marzabotto . Altre opere dell&#8217;artista ispirate alla storia ed al sociale hanno formato una mostra visitata da molti cittadini e da scolaresche&#8230;<\/strong><\/p>\n<h3><strong>Recensioni Critiche, Scritti:<\/strong><\/h3>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Guglielmo Ara, Franco Basile, Cesare Bianchi, Patrizio Bodin, Daniela Bellotti, Athos Baccilieri, Luciano Bertacchini, Luciano Battistini, Toni Bonavita, Gastone Breddo, Lino Cavallari, Giorgio Celli, Gloria Ciabattoni, Emilio Contini, Mauro Donini, Gian Luigi Dondi, N. Freitas, Livietta Galeotti Pedulli, Marco Giardini, Arrigo Grazia, Lorella Grossi, Valte Galavotti, Jos Luiten, Norma Mascellani, Giorgio Menna, Antonio Miano, Enza Milanesi, Otello Mario Martinelli, Nicol\u00f2 Mele, Elisa Mazzagardi, \u00a0Giovanna Pascoli Piccinini, Guglielmo Pascucci, Marilena Pasquali, Mario Pistoi, G. Pedrini, Paolo Golinelli, Eugenio Riccomini, Rodolfo Ridolfi, Romano Ronchi, Roberto Roda, Giuliana Ricci Garotti, Paola Rubbi, Franco Solmi, Enoc Sacramento, Sergio Soglia, Armando Storari, Athos Vianelli, E. Stefanelli, Maria Verzelletti, Farpi Vignoli, Sergio Vuscovic Rojio, \u00a0Barbara Venturi, Roberto Vitali, Paolo Zauli, A. Zevi.<\/strong><\/p>\n<div id=\"outerContainer\" class=\"\">\n<div id=\"sidebarContainer\"><strong>\u00a0<\/strong><\/div>\n<div id=\"mainContainer\">\n<div class=\"toolbar\">\n<div id=\"toolbarContainer\">\n<div id=\"toolbarViewer\">\n<div id=\"toolbarViewerLeft\">\n<div class=\"toolbarButtonSpacer\"><strong>\u00a0<\/strong><\/div>\n<div class=\"splitToolbarButton\">\u00a0<strong>Nino Beghelli<\/strong><\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<div id=\"viewerContainer\" tabindex=\"0\">\n<div id=\"viewer\">\n<div id=\"pageContainer1\" class=\"page\" data-loaded=\"true\">\n<div class=\"textLayer\">\n<div data-canvas-width=\"203.25287789820356\" data-angle=\"0\" data-font-name=\"g_font_1\"><strong>Scultura Pittura Grafica<\/strong><\/div>\n<div data-canvas-width=\"165.26915942542755\" data-angle=\"0\" data-font-name=\"g_font_1\"><strong>17 aprile 2014 ore 17.30<\/strong><\/div>\n<div data-canvas-width=\"452.94716957595443\" data-angle=\"0\" data-font-name=\"g_font_1\"><strong>Sala Prof.Marco Biagi Conservatorio del Baraccano<\/strong><\/div>\n<div data-canvas-width=\"368.6695527011317\" data-angle=\"0\" data-font-name=\"g_font_1\"><strong>Presentazione a cura di Elisa Mazzagardi.<\/strong><\/div>\n<div data-canvas-width=\"368.6695527011317\" data-angle=\"0\" data-font-name=\"g_font_1\"><\/div>\n<div data-canvas-width=\"469.5150112393282\" data-angle=\"0\" data-font-name=\"g_font_1\"><strong>\u00c8 \u201cindatabile\u201d Nino Beghelli: solo questo basterebbe<\/strong><\/div>\n<div data-canvas-width=\"306.516785696138\" data-angle=\"0\" data-font-name=\"g_font_1\"><strong>\u00a0per fare di lui un grande artista.<\/strong><\/div>\n<div data-canvas-width=\"472.9968296231974\" data-angle=\"0\" data-font-name=\"g_font_1\"><strong>La sua personalit\u00e0, la sua tempra artistica e la sua<\/strong><\/div>\n<div data-canvas-width=\"318.87494654645735\" data-angle=\"0\" data-font-name=\"g_font_1\"><strong>\u00a0intera produzione non conoscono<\/strong><\/div>\n<div data-canvas-width=\"508.9663740313318\" data-angle=\"0\" data-font-name=\"g_font_1\"><strong>una puntuale definizione temporale, sembrano sfuggire<\/strong><\/div>\n<div data-canvas-width=\"282.861332135154\" data-angle=\"0\" data-font-name=\"g_font_1\"><strong>\u00a0dalla corsa degli anni, dalla pesantezza<\/strong><\/div>\n<div data-canvas-width=\"470.94508691164935\" data-angle=\"0\" data-font-name=\"g_font_1\"><strong>degli eventi storici e dalla prepotenza<\/strong><\/div>\n<div data-canvas-width=\"320.08676879130314\" data-angle=\"0\" data-font-name=\"g_font_1\"><strong>di alcune strane torsioni che hanno<\/strong><\/div>\n<div data-canvas-width=\"365.63767582756225\" data-angle=\"0\" data-font-name=\"g_font_1\"><strong>inciso il corso dell&#8217;arte degli ultimi anni.<\/strong><\/div>\n<div data-canvas-width=\"481.43822313579466\" data-angle=\"0\" data-font-name=\"g_font_1\"><strong>Mai uguale a se stessa, l&#8217;Arte di questo Uomo \u00e8 un<\/strong><\/div>\n<div data-canvas-width=\"309.7138619172264\" data-angle=\"0\" data-font-name=\"g_font_1\"><strong>teatro cosmico, che affonda le sue<\/strong><\/div>\n<div data-canvas-width=\"456.8930072769576\" data-angle=\"0\" data-font-name=\"g_font_1\"><strong>radici nelle religioni millenarie, nella storia e\u00a0<\/strong><\/div>\n<div data-canvas-width=\"339.47112851275756\" data-angle=\"0\" data-font-name=\"g_font_1\"><strong>nella letteratura, in cui i personaggi,<\/strong><\/div>\n<div data-canvas-width=\"483.8637303646613\" data-angle=\"0\" data-font-name=\"g_font_1\"><strong>perennemente in tensione, sono colti nell&#8217;attimo\u00a0<\/strong><\/div>\n<div data-canvas-width=\"308.0312654220738\" data-angle=\"0\" data-font-name=\"g_font_1\"><strong>della Rivelazione, nel preciso istante<\/strong><\/div>\n<div data-canvas-width=\"471.34518787067253\" data-angle=\"0\" data-font-name=\"g_font_1\"><strong>in cui una leggenda si fa verit\u00e0. Del resto non a\u00a0<\/strong><\/div>\n<div data-canvas-width=\"320.2476064600267\" data-angle=\"0\" data-font-name=\"g_font_1\"><strong>caso Giorgio Celli l&#8217;aveva definito un<\/strong><\/div>\n<div data-canvas-width=\"515.6564824892729\" data-angle=\"0\" data-font-name=\"g_font_1\"><strong>&#8220;empirico eclettico&#8221; che seguiva l&#8217;emozione colta\u00a0<\/strong><\/div>\n<div data-canvas-width=\"282.2562957956978\" data-angle=\"0\" data-font-name=\"g_font_1\"><strong>sul nascere, Giovanna Pascoli Piccinini<\/strong><\/div>\n<div data-canvas-width=\"454.93814036030034\" data-angle=\"0\" data-font-name=\"g_font_1\"><strong>\u00a0aveva posto l&#8217;accento sui suoi &#8220;raptus&#8221;\u00a0<\/strong><\/div>\n<div data-canvas-width=\"337.0900401557511\" data-angle=\"0\" data-font-name=\"g_font_1\"><strong>artistici e Lino Cavallari aveva messo a<\/strong><\/div>\n<div data-canvas-width=\"366.3066956221778\" data-angle=\"0\" data-font-name=\"g_font_1\"><strong>fuoco la sua &#8220;dannazione della materia&#8221;.<\/strong><\/div>\n<div data-canvas-width=\"494.1102089357815\" data-angle=\"0\" data-font-name=\"g_font_1\"><strong>Annullato il tempo sotto l&#8217;egida della velocit\u00e0 del<\/strong><\/div>\n<div data-canvas-width=\"304.24916110512015\" data-angle=\"0\" data-font-name=\"g_font_1\"><strong>le sinapsi, assimilando l&#8217;arte al<\/strong><\/div>\n<div data-canvas-width=\"471.3404939321273\" data-angle=\"0\" data-font-name=\"g_font_1\"><strong>pensiero, e reso insondabile lo Spazio, Nino Beghel<\/strong><\/div>\n<div data-canvas-width=\"320.2887077729747\" data-angle=\"0\" data-font-name=\"g_font_1\"><strong>li giunge a confrontarsi con Formale<\/strong><\/div>\n<div data-canvas-width=\"542.8122534265494\" data-angle=\"0\" data-font-name=\"g_font_1\"><strong>ed Informale, e persegue il raggiungimento di una\u00a0<\/strong><\/div>\n<div data-canvas-width=\"249.69649292157928\" data-angle=\"0\" data-font-name=\"g_font_1\"><strong>forma che sembra sempre sfuggirgli.<\/strong><\/div>\n<div data-canvas-width=\"470.9997776417433\" data-angle=\"0\" data-font-name=\"g_font_1\"><strong>\u00a0Ostaggio di un&#8217;insoddisfazione costante<\/strong><\/div>\n<div data-canvas-width=\"319.6846715889877\" data-angle=\"0\" data-font-name=\"g_font_1\"><strong>dalle sue mani scaturiscono opere<\/strong><\/div>\n<div data-canvas-width=\"568.2021346722885\" data-angle=\"0\" data-font-name=\"g_font_1\"><strong>profondamente meditate, ma imprigionate in un magma<\/strong><\/div>\n<div data-canvas-width=\"224.0563517875209\" data-angle=\"0\" data-font-name=\"g_font_1\"><strong>di lava incandescente,<\/strong><\/div>\n<div data-canvas-width=\"463.37414449927115\" data-angle=\"0\" data-font-name=\"g_font_1\"><strong>mutevole che le fa emergere nel loro significato pi\u00f9<\/strong><\/div>\n<div data-canvas-width=\"150.4566212979802\" data-angle=\"0\" data-font-name=\"g_font_1\"><strong>\u00a0vivo ed eterno.<\/strong><\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>da &#8220;In un momento sono sfiorite le rose&#8230;&#8221; di Giovanna Pascoli Piccinini &#8211; aprile 2003 Ancora una serie i opere dedicate a Dino Campana, ancora le parole del &#8220;poeta maledetto&#8221; (allucinanti visioni-illuminazioni, sensazioni, frammenti acuti atti a carpire quelle &#8220;conoscenza totale&#8221; che il poeta ha inseguito invano per tutta la vita) pronti a pungolare la [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"parent":0,"menu_order":8,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","template":"","meta":{"ngg_post_thumbnail":0,"footnotes":""},"class_list":["post-18","page","type-page","status-publish","hentry"],"_links":{"self":[{"href":"http:\/\/www.ninobeghelli.com\/main\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/18","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"http:\/\/www.ninobeghelli.com\/main\/wp-json\/wp\/v2\/pages"}],"about":[{"href":"http:\/\/www.ninobeghelli.com\/main\/wp-json\/wp\/v2\/types\/page"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.ninobeghelli.com\/main\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.ninobeghelli.com\/main\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=18"}],"version-history":[{"count":17,"href":"http:\/\/www.ninobeghelli.com\/main\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/18\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":639,"href":"http:\/\/www.ninobeghelli.com\/main\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/18\/revisions\/639"}],"wp:attachment":[{"href":"http:\/\/www.ninobeghelli.com\/main\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=18"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}